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Farsi compagni nel cammino: pellegrino o vagabondo?
Testimonianza

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Il Pianeta giovani è diventato ormai una sorta di terra di conquista, o di nessuno, da parte di diverse istanze sociali: scuola, famiglia, sociologi e ricercatori vari.
Continuamente appaiono statistiche sui mass media e non si riesce a capire come definire i giovani di oggi. E’ interessante verificare con quanti appellativi vengono identificati: generazione senza valori, svuotati e senza memoria storica, silenziosi e violenti, eterni bambini che si rifugiano nell’ecstasy, confusi e smarriti nei labirinti affettivi e sessuali, fragili e indecisi…
Com’è possibile tutto questo?
Non posso credere che tu, carissimo giovane del terzo millennio, vuoi continuare a vivere con queste etichette o maschere che siano!
E’ vero che spesso sei tentato di isolarti e di fermarti senza più voglia di camminare… ma perché? Sai, anch’io che sono giovane come te, ho imparato che a vivere da soli si diventa vagabondi, rifiutando qualsiasi vincolo o legame.
Invece di essere solitario vagabondo, vorrei invitarti a diventare pellegrino con me. La bellezza del pellegrino sta nel fatto di avere una mete da raggiungere. Ho capito che a noi giovani non bastano più le parole o le promesse. Siamo capaci di realizzare cose grandi, magari spostare le montagne, ma solo se abbiamo chiaro l’obiettivo, il progetto in cui investire tutte le nostre energie, il nostro entusiasmo…
Esci da te stesso e apri il tuo cuore ad altri giovani che come te vogliono condividere il desiderio di donarsi, di dedicare un po’ del proprio tempo a chi è più sfortunato e vive nel bisogno e nel silenzio.
Prova a leggere il mondo che ti circonda e scoprirai altri pellegrini che desiderano mettersi in cammino per sostenere con spirito di servizio volontario i lontani, gli esclusi dalla società, coloro che non hanno voce e non contano nulla.
Sai in questo viaggio non saremo mai soli. Come 2000 anni fa sulla strada di Emmaus Gesù si fece compagno di viaggio di quei due discepoli delusi e disorientati, così oggi cammina con noi e non ci molla più! (Cfr. Lc 24, 13-16). Ci chiama per nome, ci fa uscire dall’anonimato, ci provoca, ci rimprovera e ci incoraggia, ci mette nel cuore il gusto e il desiderio del bello… insomma, non ci lascia in pace spingendoci ad uscire da noi stessi, dalle delusioni e dalle frustrazioni, dagli interessi e dai calcoli, dalle paure e dalle diffidenze!

Carissimo giovane, accetta questa sfida da pellegrino: è l’unica possibilità che ci farà realizzare quei grandi sogni di speranza, coltivati nel cuore perché diventino realtà.

Antonio Cuomo